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E' noto a tutti che riscaldare l'acqua direttamente con il gas costa molto meno, sia in termini economici che energetici, rispetto a riscaldare l'acqua per via elettrica attraverso una resistenza .
La lavatrice riscalda l'acqua alla temperatura programmata per il lavaggio, attraverso l'uso di una resistenza elettrica;
consideriamo il caso che all'ingresso arrivi acqua a 7 gradi C. ( acqua di acquedotto ) e che il lavaggio, programmato a 60 gradi, usi 14 Lt. di acqua .
In queste condizioni la resistenza elettrica dovrà lavorare per portare i 14 litri di acqua da 7 a 60 gradi richiedendo circa 0.86 KWH di energia elettrica; tale valore rappresenta la quantità minima necessaria per operare il salto termico per effetto joule; nella realtà il consumo è superiore dato che una parte dell'energia termica viene persa nell'ambiente.
Vediamo ora quale sarebbe il consumo minimo se all'ingresso arrivasse acqua a 40 gradi anziché a 7 come nel caso precedente; in questo caso l'energia elettrica necessaria a portare i 14 Lt di acqua a 60 gradi sarebbe di soli 0,32 KWH.
La differenza tra i 2 casi è di 0,54 KWH e tale valore rappresenta la differenza MINIMA tra i due casi.
Un bel risparmio 0,52 KWH per ogni lavaggio.... ma a quanti Euro corrispondono ?
.. il calcolo in questo caso e' complicato dalla tariffazzione a fasce che investe la quasi totalità degli utenti Italiani; facciamo alcuni esempi considerando 3 differenti fasce di consumo e 1 lavaggio al giorno x 365 giorni all'anno.
N.B. alle tariffe Enel aggiornate ad Agosto 2006 in fascia D2
- Risparmio annuale se si consuma meno di 2.600 KWH all'anno = €. 38,46 - Risparmio annuale se si consuma tra i 2.600 e i 4.440 KWH all'anno = €. 57,33 - Risparmio annuale se si consuma più di 4.440 KWH all'anno = €. 38,46
.. per inciso la stragrande maggioranza delle famiglie si trova nella fascia centrale... si noti quindi che il risparmio è sensibile.
(Per maggiori info sul calcolo della tariffazione a fasce riferirsi all'applicazione "Il Risparmiometro". )
Ok, ma come fare a collegare la lavatrice all'acqua calda e quindi ottenere questo risparmio ? L'operazione è banale; basta procurarsi una valvola a 3 vie, collegare il comune all'ingresso della lavatrice e le due vie, una all'acqua fredda e una all'acqua calda. Nelle foto presenti in questo articolo è visibile il lavoro svolto da Paolo... esso si articola nelle seguenti operazioni:
- stacco del vecchio rubinetto dell'acqua fredda x la lavatrice e al suo posto montata la valvola a 3 vie, - Smontaggio del gruppo sopra il lavello ed inserimento sulla parte 'calda' di uno stacco munito di rubinetto dove prelevare l'acqua calda, - inserimento di una linea ( tubo ) tra il gruppo e la valvola a 3 vie, - connessione della lavatrice al comune della valvola a 3 vie.
Una volta realizzato il collegamento come si opera ?
.. è semplice, la valvola a tre vie è dotata di un comando che da una parte permette l'alimentazione della lavatrice con l'acqua fredda e dall'altra con l'acqua calda.
Normalmente la valvola è commutata su "fredda" ; quando si carica di panni la lavatrice e prima di farla partire, occorre commutarla manualmente su "calda" ; far partire a questo punto il lavaggio e attendere che la lavatrice abbia caricato tutta l'acqua di lavaggio. A questo punto si può riposizionare la valvola su "fredda" e lasciare che la lavatrice operi come di consueto.
Vediamo ora quali sono le principali obiezioni che vengono mosse in riguardo a questa operazione e come normalmente vengono ribattute:
- Il sistema non conviene perché comunque occorre riscaldare l'acqua con il gas. Riscaldare l'acqua con il gas costa circa 4 volte meno che con l'energia elettrica ( considerando un costo medio al KWH e non il massimo ); quindi il risparmio è comunque rilevante. Oltre a motivazioni di carattere economico occorre considerare anche l'aspetto ambientale; non è mai efficiente e auspicabile, in questo contesto, usare energia elettrica per riscaldare.
- Ho la caldaia molto lontana dalla lavatrice quindi non mi conviene fare questo collegamento perché l'acqua calda arriverebbe con troppo ritardo. Questo è un motivo che sicuramente riduce la convenienza a fare questo lavoro, comunque occorre considerare che difficilmente l'acqua presente nella linea dell'acqua calda, raggiunge temperature basse come quella dell'acqua fredda; quindi un certo guadagno c'è sempre.
- Tale collegamento non serve perché la lavatrice deve comunque scaldare l'acqua fino a 60 gradi... Obiezione che ha poco senso... come ampiamente dimostrabile la quantità di energia necessaria a raggiungere i 60 gradi partendo da 40 è solo 1/3 di quella che serve partendo da 10.
- Come faccio a lavare a 30 gradi ? Semplice.. il fatto di avere la lavatrice connessa anche all'acqua calda non obbliga ad usare tale collegamento sempre.... quando si lava a bassa temperatura o con acqua fredda è sufficiente lasciare la valvola posizionata su "fredda".
- Meglio usare una valvola termostatiche che una a 3 vie. La valvola termostatica offre il vantaggio di permettere la regolazione della temperatura tuttavia personalmente sconsiglerei di usare tale accorgimento per i seguenti motivi :
- Maggior costo
- le termostatiche non sono fatte per continui azionamenti,
- sistema più difficile da gestire.
- L'acqua sanitaria è troppo calda da immettere direttamente nella lavatrice. Questa è un'opinione abbastanza diffusa ma erronea; infatti l'acqua calda domestica raramente supera i 45-50 gradi, temperatura che al tatto viene percepita comunque come bollente.
Nel caso di lavaggi a temperatura sui 40 - 45 gradi, anche immettendo acqua a 50 gradi non si creano problemi, questo perchè l'acqua entrante, trovandosi a contatto con le attrezzature della lavatrice ( vasca, cestello, ecc.) si raffredda sicuramente in misura sensibile. ( questo non pregiudica naturalmente il risparmio, dato che le stesse attrezzature vengono comunque riscaldate tramite la resistenza elettrica).
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