Realizzazione di un precisissimo registratore di consumi elettrici:
 Occorre; un mouse funzionante e un pc (meglio se è un portatile) con installato Excel.
Oltre a questi serve un componente elettronico sensibile alla luce (fotosensibile), questi componenti sono chiamati fotoresistenze o fototransistori, questi variano la conducibilità di corrente proporzionalmente alla luce ricevuta.
Sono molto comuni, è possibile che lo possiate rimediare in vecchi apparecchi muniti di telecomando (riceve gli infrarossi) oppure in delle cuffie wireless a infrarossi, se poi non avete rottami adatti potete sempre comprarlo in un negozio di componentistica elettronica, o da qualcuno in zona che aggiusta televisori.
Il concetto è semplice: verranno usate le celle di Excel come archivio per registrare, come fosse un cronometro multiplo, gli istanti in cui il led emette luce, e nel contempo calcolare come descritto sopra, i Watt, successivamente rappresentati da un grafico a 2 assi.
La registrazione automatica, è delegata a una macro che va creata sempre dentro Excel, e assegnata a un pulsante (menu moduli). In pratica basterà un click su questo pulsante per eseguire la registrazione e i calcoli fino al grafico.
Se non vogliamo perdere gli occhi e le giornate, guardando appassionatamente il nostro contatore a dito ingessato, procederemo modificando il mouse in modo che la luce emessa causi in modo automatico il click necessario, questa fase implica una semplice modifica all’hardware del mouse.
Procedere all’apertura del mouse ed individuate il pulsantino che esegue il click (occhio, il sinistro),
e successivamente i suoi contatti sulla scheda.
È un semplice pulsante con contatto pulito quindi dovrebbe avere 2 soli terminali, se ne vedete di più probabilmente alcuni sono collegati assieme, e andranno perciò considerati come singolo.
A questi 2 terminali andranno collegati i capi dell’elemento fotosensibile, a seconda del tipo che andrete ad usare dovrete preoccuparvi della giusta polarità e piedinatura, le fotoresistenze sono più semplici da collegare in quanto hanno solo 2 contatti, e non avendo polarità non si può sbagliare, per contro sono meno diffuse e molto più lente a reagire, nel nostro caso però, il lampo dura abbastanza a lungo.
Per l’applicazione davanti al led lampeggiante, potete usare del biadesivo trasparente, o anche opaco curando ovviamente che la luce investa in pieno il sensore. Il sole è un nemico, non è necessario che il sensore stia al buio, ma tutto ha un limite.
La realizzazione che ho collaudato ha una funzionalità perfetta, nonostante ben 30 metri di cavetto coassiale tra il sensore e il mouse, questo fa ben capire la bassa criticità dell’impulso in gioco.
Se si intende poter usare normalmente il mouse, consiglio di realizzare un piccolo connettore maschio/femmina, così scollegando il cavetto, l’hardware torna normale.
Durante le registrazioni sarà utile togliere la sfera dal mouse oppure, in quelli ottici, coprire con un nastro opaco l’ottica che rileva il movimento, sarete così sicuri che non si sposti il puntatore e finisca fuori dal “pulsante” della macro.
Sotto allego qualche foto della modifica e dei test andati a buon fine.
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