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Raffrescamento radiante a pavimento e a soffitto.

Perchè spesso è sconsigliato mentre offre prestazioni e comfort inavvicinabili da qualsiasi altra tecnologia di condizionamento.

 

Spesso mi viene chiesto aiuto e suggerimenti circa la tecnologia del raffrescamento a pavimento, cosi ho deciso di preparare un articolo da dedicare a  questa questione.

Innanzi tutto esordisco dicendo subito che MAI rinuncerei a questa tecnologia se avessi una abitazione che dispone già di riscaldamento a pavimento e che anzi, sceglierei questo sistema di riscaldamento in virtù del fatto che  permetterebbe anche il raffrescamento estivo radiante.

Il motivo?? perchè il raffrescamento radiante offre una sensazione di benessere inimmaginabile.. dimenticatevi la sensazione di freddo che offre un ambiente climatizzato tramite split. che è sopportato solo per il fatto che il caldo opprimente sarebbe peggiore da subire.

Nel condizionamento tradizionale tramite split è la temperatura dell’aria il fattore predominante, diversamente nel raffrescamento per irraggiamento a pavimento , il benessere dipende poco dalla temperatura dell’aria perchè l’assorbimento del calore del corpo si effettua per irraggiamento.

 

Perchè allora è cosi tanto sconsigliato da molti operatori del settore ?

I motivi sono essenzialmente dovuti ad una scarsa conoscenza degli effettivi vantaggi in termini di comfort che offre  questa tecnologia unita alla difficoltà di saper mitigare le criticità tecniche che è necessario conoscere quando si realizza un impianto di questo tipo.

Parliamoci chiaro.. un qualsiasi ''TermoAsino'' è in grado di far funzionare un impianto di riscaldamento a pavimento.. magari male, con alti consumi ( soprattutto elettrici ) e basso comfort  ( per esempio quando l'impianto è regolato senza climatica e con l'ausilio di testine e cronotermostati.. ).. tuttavia l'impianto funzionerà comunque.

Il personaggio di cui sopra tuttavia NON saprà MAI far funzionare un impianto di raffrescamento radiante a pavimento.. perchè in questo caso lo stato dell'arte nella progettazione diventa un fattore chiave anche per il semplice funzionamento; da qui le classiche argomentazioni.. meglio di No.. io non lo farei mai,.. poi ti ritroverai il pavimento bagnato sempre.. ecc. ecc. :)

 

Le criticità del raffrescamento a pavimento... un pò di tecnica.

La quantità di acqua allo stato gassoso che può contenere l'aria al suo interno  è proporzionale alla sua temperatura; quindi se consideriamo 2 ambienti diversi entrambi con umidità relativa pari al 100% ma uno a 20 gradi e l'altro a 30 gradi, scopriremo che  quello a 30 gradi contiene MOLTA più acqua di quello a 20 ( pur essendo alla stessa percentuale di umidità relativa).

Quindi se noi raffreddassimo aria con il 100% di umidita da 30 a 20, tutta questa acqua in piu' contenuta nell'aria dovrà condensare sotto forma liquida, perchè NON potrebbe rimanere allo stato gassoso.

In una casa raffreddata a pavimento lo stesso sarà tenuto fresco..  , va da se quindi che se aprissimo una finestra e convogliassimo aria esterna molto calda e umida, questa potrebbe condensare parte del suo contenuto di acqua, sul pavimento.

Come si fa per eliminare questo problema?.. semplice, si interviene su 2 fronti distinti.

Prima di tutto si raffredda la casa mantenendo la temperatura dell'acqua che circola nel pavimento, la piu' alta possibile senza pregiudicare il condizionamento e questo si ottiene lasciando lavorare il sistema di raffreddamento a bassissima potenza ma in modo continuo ( 24 ore al giorno ).

Questo primo punto specifica che un sistema di raffreddamento a pavimento DEVE funzionare in modo continuo e non intermittente come uno a split e la progettazione deve saper tener conto di questo.

Il secondo punto, che insieme a questo sopra elimina del tutto il problema, è quello di deumidificare l'aria in casa tramite opportuni deumidificatori; in questo modo l'aria umida esterna quando entra in casa si diluisce con quella interna più secca, perdendo cosi  il suo potenziale di condensazione.

schema deumidificazione x raffrescamento radiante a pavimento

 

 

La deumidificazione si può ottenere in modo elegante ed  efficiente e in modo quasi quasi gratuito, avendo l'accortezza di inserire un ventilconvettore in ogni stanza alimentato dalla stessa acqua che circola nel pavimento,  avendo l'accortezza che questa acqua PRIMA entri nei ventilconvettore e POI raggiunga il distributore dell'impianto a pavimento.

 

In pratica i ventilconvettori deve essere interposti in serie tra il generatore di freddo ( chiller o PDC reversibile ) e il pavimento radiante, cosi da essere alimentati con acqua PIU' fredda rispetto al pavimento.

 

Facciamo un esempio.. La PDC produce acqua a 14 gradi che entra nel ventilconvettore ed esce dallo stesso a 17 gradi... il pavimento risulterà alimentato quindi a 17 gradi; in questo modo il ventilconvettore si troverà a deumidificare ad una T inferiore a quella del pavimento e quindi l'aria  potrà condensare solo a livello del ventilconvettore e MAI sul pavimento.

 

 

 

Non ho un sistema radiante a pavimento.. cosa posso fare ?

 

E' il mio caso.. non ho un impianto radiante a pavimento tuttavia cerco di avere un comfort almeno paragonabile facendo lavorare i miei sistemi split in questo modo:

- Tengo acceso gli split per tutto il giorno ( anche se la casa è disabitata in quelle ore ) e li spengo alla sera dopo cena ( diciamo intorno alle ore 20 - 21.. )

Durante le ore diurne gli split accumulano fresco nei muri, nei pavimenti e in tutti i manufatti in genere,  i quali diventano, per tutte le altre ore dove gli spit sono spenti,  assorbitori di calore per via  radiante..

La sensazione di benessere è molto buona e inoltre ottengo di aver alimentato i miei split di giorno con l'energia prodotta gratuitamente dal mio impianto fotovoltaico.

 

Fabrizio.